XVII CONGRESSO INTERNAZIONALE SIDO
1-4 ottobre 2003
Rimini, Palacongressi della Riviera di Rimini

POSTER
TITOLO: DISTRAZIONE CONDILARE ORTODONTICA
E TECNICA “SQUEEZE” IN UN SOGGETTO DOLICOFACCIALE

TITLE: ORTHODONTIC CONDYLAR DISTRACTION
AND “SQUEEZE” TREATMENT IN A DOLICHOFACIAL SUBJECT

AUTORE: S. Sambataro
DOTTORATO DI RICERCA IN ORTOGNATODONZIA INTERCETTIVA.
UNIVERSITA’ DI CATANIA.
COORDINATORE: Prof. M. Caltabiano

Il trattamento dell’iperdivergenza è stato da sempre oggetto di discussione. Numerosi Autori associano ad una crescita verso l’alto dei condili maggiore della crescita della dentatura posteriore una dislocazione del mento in basso e in dietro con conseguente aumento della dimensione verticale; e, nei casi di dimensione verticale aumentata, sconsigliano l’uso di forze estrusive. Altri Autori hanno dimostrato, invece, come meccaniche di distrazione condilare, effettuate mediante una modesta estrusione del molare superiore, siano responsabili di una crescita in alto ed in avanti del condilo associata ad una dislocazione del mento in avanti e in basso.

SCOPO: Lo scopo è stato quello di testare l’efficacia del trattamento “squeeze” preceduto da una metodica di distrazione condilare ortodontica.

MATERIALI E METODI: E’ stato scelto un caso dolico facciale, femmina di 13.5 anni di età con un’altezza facciale totale aumentata, un’altezza facciale inferiore aumentata e una riduzione dei diametri trasversali superiori. Il soggetto presentava anche l’ectopia dell’incisivo superiore di destra, l’inclusione del canino superiore di destra e un’interposizione linguale.
(vedi iconografia T1)
Per aumentare i diametri trasversali superiori, per il controllo della lingua e per determinare una leggera estrusione del molare è stato applicato un quad helix in distorotazione ed espansione. Il controllo dei molari nell’arcata inferiore è avvenuto mediante un arco di utilità. Questa prima fase del trattamento ha peggiorato i rapporti verticali dentali, determinando un morso aperto anteriore e laterale. Ma la benefica risposta mandibolare ottenuta ha permesso il successo terapeutico. (vedi iconografia T2)
Ampliati i diametri trasversali superiori si è proceduto alla correzione di classe mediante meccanica sezionale e elastici di classe II. (vedi iconografia T3)
Una volta corretta la classe si è proceduto con lo “squeeze” ortodontico. Esso consiste nell’applicazione di due archi multi T loops, uno superiore e d uno inferiore, e l’applicazione di elastici verticali n. 5 in doppio per sei settimane, così come si procede nella fase di contenzione dei casi chirurgici. L’alimentazione semiliquida è stata tenuta sotto controllo per mantenere un corretto apporto calorico e nutrizionale. (vedi iconografia T4)
Rimosso lo “squeeze” si è passati all’applicazione di due archi prossimali (vedi iconografia T5) e successivamente all’ipercorrezione e allo sbandaggio progressivo dell’apparecchiatura.
(vedi iconografia T6 e T7)

RISULTATI: Dall’analisi settoriale delle sovrapposizioni (vedi iconografia Analisi Sovrapposizioni) si nota che:
1. la mandibola è cresciuta lungo l’asse facciale che è rimasto invariato (FAX)
2. la posizione sagittale del mascellare superiore è rimasta inalterata (Ba N A)
3. il punto A è sceso verso il basso; gli incisivi superiori sono estrusi e lingualizzati; il molare superiore è stato distalizzato;
4. il molare inferiore si è raddrizzato; gli incisivi inferiori sono intrusi; il piano occusale è rimasto sotto il punto X.
Sovrapponendo la mandibola (Pm- Rr) T2 su quella T1 si vede come è aumentata in maniera significativa l’altezza del ramo e come la crescita del condilo è avvenuta nella porzione antero-superiore.

DISCUSSIONE: Studi istologi mostrano come la direzione di crescita della cartilagine condilare avviene nella zona antero-superiore. Studi statistici su pazienti trattati con diverse modalità di correzione di classe II mostrano come lo sviluppo della mandibola sia associato ad una crescita del ramo ottenuta con tecniche ortodontiche di distrazione condilare. Le meccaniche estrusive se applicate con modalità adeguate possono dare benefiche risposte mandibolari anche in soggetti in crescita con pattern di dolicofacciale.

CONCLUSIONI: Il successo ottenuto con questo caso clinico può porre le basi per studi longitudinali futuri. (vedi iconografia Prima e Dopo)

 

 

 

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