ORTOGNATODONZIA

 

È la scienza che studia i rapporti tra i denti, le ossa mascellari e l’articolazione temporo-mandibolare.

 

ORTODONZIA

Ortodonzia significa letteralmente denti dritti (ortos = dritto; dens, dentis = dente) e si intende la specialità medica che si dedica allo studio e alla terapia delle anomalie di sviluppo e di posizionamento della dentatura, delle ossa della faccia e della muscolatura annessa.

Ha pertanto l’obbiettivo di ottenere un’occlusione ideale in un viso armonico.

Per occlusione ideale si intende la migliore intercuspidazione (relazione) possibile fra i denti dell’arcata inferiore alloggiati nella mandibola e quelli dell’arcata superiore che si trovano nell’osso mascellare, in modo da consentire una corretta funzione masticatoria, respiratoria, fonatoria ed un’estetica gradevole ed armonica.

Il contatto fra i denti è molto importante anche come fattore equilibrante di tutto il corpo perché, insieme al contatto plantare, è un elemento fondamentale di una buona postura scheletrica e neuromuscolare.

Definiamo, invece, come malocclusione il complesso delle alterazioni scheletriche, muscolari e dentarie che non garantiscono il buon funzionamento dell’apparato stomatognatico.

 

ORTOPEDIA NEL PAZIENTE IN CRESCITA

Negli ultimi 50 anni è stato scientificamente dimostrato che gli interventi ortodontici, se eseguiti nel paziente in via di sviluppo, consentono di raggiungere risultati riguardanti tutta la faccia, per cui, in questi casi, si parla più ampliamente di ortognatodonzia o ortopedia dento-maxillo-facciale. Si tratta di interventi ortopedici brevi (1 o 2 anni massimo) eseguiti con apparecchiature molto semplici e ben tollerate dai piccoli pazienti che possono migliorare, se compromessa, la funzionalità respiratoria, la fonazione, la deglutizione, la masticazione e l’estetica del volto. Questi vanno pianificati e concordati con i pediatri e con gli otorinolaringoiatri con cui si collabora attivamente. La previsione della crescita facciale permette, sin dall’età di tre anni, di determinare l’epoca migliore di intervento e di individualizzare gli obiettivi del trattamento. Per raggiungere il massimo risultato nel più breve tempo possibile è necessario intervenire precocemente (dentatura da latte o mista), perché l’obbiettivo non sono i denti ma le ossa. Una volta raggiunto il risultato ortopedico, o solo nei casi in cui non c’è un alterazione scheletrica, è consigliabile intervenire ad 11-12 anni quando sono presenti tutti i denti permanenti, che possono essere allineati con apparecchiature più sofisticate.

 

PALATOSCHISI E SINDROMI ORO-MAXILLO-FACCIALI

Queste patologie vengono trattate in equipe composte dal pediatra, otorinolaringoiatra, foniatra, psicologo, chirurgo maxillo-facciale e ortognatodontista, che ha il compito di modificare la crescita e stabilire i tempi e le modalità di intervento insieme col chirurgo, e di costruire le eventuali protesi otturatorie per una corretta fonazione insieme col foniatra, e di migliorare la funzione respiratoria con l’ausilio dell’otorinolaringoiatra.

Al pediatra è affidato il ruolo di coordinatore e responsabile delle problematiche comuni ai diversi presidi terapeutici utilizzati.

 

MORSO INCROCIATO

E' l'evidenza clinica che l'arcata superiore chiude all'interno rispetto a quella inferiore ed è generalmente causato da una contrazione del mascellare superiore, dovuta spesso ad una respirazione orale. Si può presentare in dentatura decidua, mista o permanente e può essere mono o bilaterale, ma in realtà, la contrazione è quasi sempre bilaterale e nella maggior parte dei casi la mandibola trova una posizione di comodo scivolando ora da un lato ora dall'altro. Quando la contrazione superiore è importante allora tutto il mascellare superiore è inscritto nell'arcata inferiore determinando così un morso incrociato bilaterale. Entrambe le condizioni cliniche non migliorano con la crescita ma rimangono stabili o peggiorano, interessando anche i denti permanenti. Inoltre il morso incrociato è anche causa di disturbi all'articolazione temporo-mandibolare e di conseguenza alla crescita del terzo inferiore della faccia, per cui è ormai universalmente accettato che bisogna intervenire più precocemente possibile (3-5 anni) e quindi in dentatura decidua.
Quando la diagnosi stabilisce che la contrazione superiore è di tipo scheletrico, allora la terapia mirerà, in maniera ortopedica, ad ampliare il mascellare superiore. Ciò comporterà un miglioramento della respirazione con ripristino della funzione nasale, quando non vi sono ostruzioni complete, e della crescita mandibolare mediante ristabilimento dei normali rapporti articolari (articolazione temporo-mandibolare). L'apparecchio più idoneo a questo scopo è il quad helix che determina un'espansione palatale lenta. Esso va tenuto per circa sei mesi ed è ben tollerato da tutti i pazienti. Questo tipo di terapia poco invasiva crea notevoli benefici per il piccolo paziente in crescita; è anche indicata in pazienti respiratori orali, in quanto migliora la funzionalità nasale; permette di rivalutare il paziente a permuta avvenuta per allineare eventualmente i denti e crea le condizioni perché la crescita facciale e mandibolare avvenga nel migliore dei modi.

 

PERMUTA DEI DENTI

L'eruzione dei denti decidui, che chiamiamo denti da latte, comincia intorno ai 6-8 mesi di età e si completa in genere entro i 30 mesi. I denti decidui sono 20 in tutto, 10 per arcata. Sono rare le irregolarità di eruzione ma è possibile la presenza di elementi in sovrannumero o al contrario l'assenza di un elemento.

Gli spazi presenti fra dente e dente, chiamati diastemi, sono tipici della dentatura da latte e spesso sono indice di una buona forma di crescita. Le figure che seguono illustrano a quali età mediamente compaiono i denti in arcata. In azzurro vediamo i denti da latte, in avorio i denti permanenti.

Attraverso le cinque figure potete, quindi, effettuare un controllo per individuare l'esatta fase e verificare se c'è corrispondenza fra l'età e il cambio dei denti. Ricordiamo, comunque, che è normale un'ampia fluttuazione dei tempi di eruzione dentale:

1 anno 1 anno

6 anni 6 anni

9 anni 9 anni

12 anni 12 anni

18-21 anni18-21 anni


ORTODONZIA NELL’ADULTO

Nei pazienti che vengono alla nostra attenzione in età adulta (crescita ultimata - 15 anni circa per le femmine, 19 per i maschi) è possibile allineare i denti senza avere un effetto sulle basi ossee, su cui è possibile, ove necessario, intervenire chirurgicamente.

In questi casi il ruolo dell’ortodontista è di primaria importanza nella diagnosi e nella pianificazione del trattamento, che avviene in collaborazione con il chirurgo maxillo-facciale.

 

GNATOLOGIA

Letteralmente gnathos dal greco significa mascella. Per gnatologia (branca dell’ortognatodonzia) si intende la scienza che studia i rapporti intermascellari. La mandibola e il mascellare superiore si articolano per mezzo dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM), denti e muscoli. I problemi derivanti dall’alterazione di tali rapporti sono di pertinenza dello gnatologo, che si avvale di una dettagliata anamnesi, un accurato esame clinico ed importanti esami strumentali che permettono di formulare una diagnosi e di programmare un adeguato piano di trattamento. I sintomi più frequenti accusati dai pazienti affetti da disturbi dell’articolazione temporomandibolare sono: rumori articolari (click), dolori muscolari della testa e del collo, limitazione nei movimenti mandibolari (impossibilità ad aprire la bocca), lussazione mandibolare (impossibilità a chiudere la bocca), cefalee, acufeni (rumori auricolari).

 

 

 

 

 

 

 

 

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